Per cinque mesi Jannik ha convissuto con la spada di Damocle dell'antidoping, pur consapevole della propria innocenza: ciononostante è diventato il N:1, più forte degli infortuni, del ko di Wimbledon, del forfait olimpico, dei dolori all'anca, degli invidiosi e ora degli sciacalli
Il super coach di Jannik: "Lui non ha un ruolo attivo in questa vicenda, è colpa di uno spray abbastanza comune in Italia che io non conoscevo usato dal fisioterapista Naldi". Leggi i dettagli