È nata la Roma dei trasformisti© AP

È nata la Roma dei trasformisti

Con la rosa ristretta per le sanzioni dell’Uefa, Garcia si è affidato ai giocatori capaci di occupare più ruoli
Roberto Maida
3 min

ROMA - Poliedrica. Multiuso. Cangiante. Sarà stato per necessità, viste le restrizioni imposte dall’Uefa, ma la nuova Roma si è affidata a una rosa più corta eppure più ricca. È la Roma dei trasformisti. Di quei giocatori, cioè, capaci di occupare diversi ruoli senza indebolire il livello della prestazione della squadra.

LE NOVITA’ - Ne ha tanti, Rudi Garcia. L’ultimo si è presentato ieri, Antonio Rüdiger: difensore centrale, certo, ma anche terzino destro se ce ne fosse bisogno. Non dimentichiamo cosa successe nella parte finale dello scorso campionato. Cercando soluzioni difensive, Garcia chiese a un colosso come Yanga-Mbiwa di allargarsi sulla fascia per conservare i risultati.

L’ultima evoluzione è stata quella di De Rossi che ha cambiato la difesa anti-Juve

Adesso almeno potrà affidarsi a un giocatore che conosce in maniera approfondita la posizione. Tra i nuovi anche Iago Falque fa tante cose: esterno a destra, come nel Genoa; esterno a sinistra, per favorire i cross per Dzeko; o al limite trequartista in un ipotetico 4-2-3-1 o interno di centrocampo nel 4-3-3. E lo stesso Vainqueur, sconosciuto per i tifosi ma non per Garcia, è stato preso per la sua capacità di adattarsi a tutti e tre i ruoli del centrocampo.

ROMA-JUVE - L’esempio di domenica scorsa è stato illuminante sulla Roma che vedremo. Tanta qualità, pochi difensori, e gente disposta a muoversi dalla casella stereotipata. Di Florenzi ormai si è parlato a lungo: partirà come terzino destro, «il ruolo che mi ha cucito addosso Garcia », ma ovviamente accetterebbe volentieri di tornare nel tridente d’attacco o addirittura a centrocampo, dove lo vede meglio il ct azzurro Conte, nella stagione che porta all’Europeo. La grande novità di Roma-Juventus è stata piuttosto De Rossi, che ha giocato come difensore centrale. Né lui né Garcia considerano questa soluzione definitiva: per quel ruolo, in assenza di Rüdiger e aspettando il miglior Castam, l’allenatore aveva pensato a Keita, salvo poi tornare all’idea più semplice e scontata. Il risultato è stato molto incoraggiante. E potrebbe essere riproposto a Frosinone, quando le alternative non saranno molte e servirù una Roma molto propositiva e “tecnica” nella manovra.

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