© MOSCA Napoli, Gabbiadini ora è pronto
NAPOLI - Va e segna: come un anno fa, come sempre, come sa fare lui, di destro o (preferibilmente) di sinistro, provandoci dalla distanza o anche intrufolandosi in quei sedici metri che sente come il proprio habitat naturale. Va e segna: vestendosi (semplicemente) da Manolo Gabbiadini, mister venti milioni di euro (rifiutati) e un futuro ch’è persino alle spalle, perché le statistiche non mentono e ciò ch’è stato ancor prima del San Paolo è in quei numeri abbondanti spruzzati qua e là, tra la Samp (soprattutto) e il Bologna, in questa serie A che l’ha eletto a bomber autentico e l’ha trascinato in Nazionale.
L’INVESTITURA - Gabbiadini è il partner tecnicamente più plausibile per Higuain, la seconda punta (per vocazione, per ispirazione) che tendenzialmente s’avvicina all’ipotesi di spalla d’un Pipita mangia-area, l’attaccante che maggiormente sa andare a occupare lo spazio centrale (ma che meno sa aprire per la profondità): a Reggio Emilia ha cominciato Mertens, con la Sampdoria è toccato a Callejon, ad Empoli c’è uno spiraglio per il vice-goleador dell’ultimo quadrimestre partenopeo, undici reti e una versatilità che l’ha spinto a giocare ovunque, prima punta o anche esterno di destra, di sinistra, trequartista.
NO ALL’INTER - Gabbiadini è il colpo del mercato soffocato sul nascere dal Napoli, che all’Inter ha resistito a più riprese, evitando d’accomodarsi al tavolo delle trattative, rinunciando a priori a qualsiasi tentazione, rimanendo impassibile dinnanzi alle soffiate che si sono via-via ingrossate e che, partendo da dodici milioni di euro, sono arrivate sino ai venti: «Per noi è incedibile». Il suo primo Napoli comincia a gennaio, finisce a maggio, comprende venti partite (ma 858 minuti effettivi) in campionato, quattro in Coppa Italia e sei in Europa League e si chiude con undici gol, che rappresentano un prodigio, confermano una tendenza, costituiscono una candidatura.
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