© Bartoletti Napoli, Sarri: «Siamo avanti e restiamoci»
NAPOLI - E’ la voce del cuore: e va dove lo porta Napoli. «Ragazzi, non sciupiamo quest’anno fantastico». E’ il richiamo della coscienza, d’una vita vissura meravigliosamente in quest’anno da favola: ma è il sogno di quei sei milioni di tifosi sparsi nel mondo, d’uno stadio che va pian piano riempiendosi perché non si può restare soli, e Sarri lo cavalcherà, a modo suo, guardando negli occhi il proprio Napoli, sapendo che non ha «contestazioni» da muovere, ma che ci sono momenti da cogliere e magìe da afferrare al volo. «Siamo in Champions, oggi, e restiamoci». La calma olimpica è adesso che intorno s’avverte il peso della tristezza, quello della paura, ma il Napoli di Roma è piaciuto a lui, ha inquietato la Roma, s’è inchiodato sul più bello, all’ultimo giro di lancette, quando le valigie erano sul letto, pronto per quel lungo viaggio.
DISCORSO - Qui più che parlare sarà necessario dire, spiegare, scuotere, consolare, perché l’amarezza è di Sarri ma anche di Reina & company e non c’è la sconfitta da sistemare sotto la lente d’ingrandimento, ma le modalità che l’hanno scatenata, l’analogia con Torino, quella porta della Champions sbattuta in faccia ma comunque sempre aperta, anzi spalancata, perché il vantaggio è di due punti. E allora, sarà una (amabile) chiacchierata, per lasciarsi alle spalle quel pomeriggio da incubo, per spazzare via l’immagine della traiettoria perfida di Nainggolan, il boato giallorosso, il sospetto che stia per succedere ciò ch’era impossibile sospettare accadesse, almeno fino a sessanta secondi prima.
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