Calciomercato, da Maradona a Ronaldo: se l'impossibile è realtà
Nella vita solo se si è pronti a considerare possibile l’impossibile si è in grado di scoprire qualcosa di nuovo. Sembra Mino Raiola, ma è Joahnn Wolfang Goethe (scrittore e poeta tedesco due secoli prima di Beckenbauer). E’ il mercato, bellezza. Vale tutto. Anche quello che - nel mondo reale - sembra non valere. Maradona al Napoli, anno domini 1984. Trattativa lunghissima, durata cinquantatre giorni: intuizioni geniali, balle, depistaggi, smentite e bluff prima del gran finale. Ferlaino consegnò una busta vuota in Lega, poi la fece firmare da Maradona, quindi di notte tornò a Milano e sostituì la busta. La chiameranno Operazione San Gennaro. E’ l’affare del secolo. Colpo magistrale, made in Ferlaino e Totonno Juliano, con l’amichevole partecipazione delle banche napoletane. I tredici miliardi di vecchie lire più ben spesi da quando Adamo rubò la mela perché non aveva spiccioli. Zico all’Udinese, era l’estate del 1983. L’annuncio arrivò a sorpresa: «Abbiamo preso Zico»: urlò il ds Franco Dal Cin al telefono. Non ci credeva nessuno, furono costretti a farlo. Arthur Antunes Coimbra detto Zico, il «Galinho», il «Pelè Bianco», 30 anni, 173 centimetri per 69 chili di classe purissima, stella del Flamengo, 600 gol segnati in carriera. All’epoca è il calciatore più forte del mondo. Dribbling, piroette, balletti. Samba, torcida. Il suo calcio è allegria. Zico all’Udinese, roba da non crederci.
I RECORD - Per 2 miliardi, 612 milioni e 510 mila lire il 22enne Paolo Rossi finì al Vicenza. Alle buste. La Juve scrisse: 875 milioni. La Juve contro una provinciale. Si svenò, ma vinse la provinciale. E quell’estate Rossi - al Mondiale di Argentina del ’78 - divenne Pablito. Ronaldo e l’Inter: l’amore ai tempi del fenomeno. Fu un segno di forza, fu un colpo d’artista di Moratti. Fu un vezzo, un vizio, un regalo. 48 miliardi al Barcellona, 6,5 l’anno a Ronaldo, più 23 tra sponsorizzazioni e bonus vari. L’altro Ronaldo - Cristiano - nel 2009 passò dal Manchester United al Real per 94 milioni di euro. Erano in 80.000 al Bernabeu ad accoglierlo: delirio blancos. Scrivemmo: record del calciomercato. Ma il cash supera il passo della cronaca. E così nel 2013 i 100 milioni spesi dal Real per Bale hanno superato la barriera del suono (poi si venne a sapere che per Cristiano Ronaldo furono 104, ma che differenza fa?). Il mercato vive di possibilità. Ibra al Barcellona per 75 milioni di euro, più Eto’o (che passò all’Inter). Chi avrebbe potuto solo pensarlo? Bisogna cogliere il momento. Figo, dopo cinque anni di Barcellona, nel 2000 andò a Madrid: clamoroso al Bernabeu. Non c’è sentimento che tenga. Ricordi, sbocciavan le viole, con le nostre parole: «Non ci lasceremo mai». Baggio alla Juve: 1990. Addio Firenze bella. Insurrezione popolare, città in fiamme. Cominciarono le notti magiche di Italia ‘90, Baggio giurò «giocherò con la maglia viola sotto quella azzurra», tutto molto bello avrebbe detto Pizzul, non è andata così, però è stato bello crederci. Tutto passa. Alla fiera dei sogni l’impossibile non è mai tale. E’ il mercato. Vale tutto. Perché qui non siamo noi a dover credere alle favole. Sono le favole che devono credere in noi.
