© LaPresse Liverpool-Mazzarri: contatto. Ma i tifosi sognano Klopp
LONDRA (INGHILTERRA) - C’è anche Walter Mazzarri tra i candidati per la panchina del Liverpool. Per il momento la rosa è ampia, e comprende anche Carlo Ancelotti e Jurgen Klopp. Ma l’ex tecnico dell’Inter vuole giocarsi le sue carte e già oggi potrebbe incontrarsi con i dirigenti del Liverpool. Nel pomeriggio assisterà all’Old Trafford alla partita del Manchester United contro il Sunderland. Quindi in serata si trasferirà a Liverpool. Cinquanta chilometri per capire che aria tira dalle parti di Anfield, dove Brendan Rodgers sembra ormai avere i giorni contati. Forse neppure una vittoria contro l’Aston Villa potrà salvargli la panchina che il popolo di Liverpool sogna di affidare a Klopp. A tal punto che un gruppo di tifosi oggi si presenterà allo stadio con occhiali neri, cappellino e felpa d’ordinanza dei Reds, esattamente come era solito fare Klopp quando guidava il Dortmund. Un chiaro endorsement al tecnico tedesco, che tramite il suo entourage ha fatto sapere di essere pronto ad interrompere anzitempo il suo anno sabbatico.
RANIERI-WENGER-MOURINHO - Apre il programma della settima giornata la capolista Manchester City che, sul campo del Tottenham, insegue il riscatto dopo la debacle casalinga contro il West Ham. Ma l’incontro clou è in programma a Leicester, dove sarà in visita l’Arsenal. Una vigilia all’insegna del fair-play tra i due tecnici. «Ho seguito la sua carriera perché ho un grande rispetto per Claudio Ranieri. E’ un grande manager e un grande uomo - queste le parole di Wenger, per la prima volta contro il tecnico italiano dal 2003 - Quando ha lasciato il Chelsea aveva posto le basi per una squadra di successo. Erano arrivati secondi con giovani come John Terry e Frank Lampard che poi sarebbero stati decisivi per i trionfi successivi». Un complimento che suona anche come un indiretto sberleffo alle orecchie di Josè Mourinho, subentrato proprio a Ranieri nell’estate 2003. Ma la replica del portoghese, ancora infuriato per la squalifica di Diego Costa, non si è fatta attendere: «Può parlare degli arbitri, spingere le persone nell’area tecnica, può piangere notte e giorno e non gli capita mai nulla - l’accusa di Mou -. Può anche non ottenere risultati, e mantiene ugualmente il suo posto: è un re, un privilegiato. In questo paese c’è un solo allenatore che non è mai sotto pressione, tutti gli altri lo sono. Manuel Pellegrini, Brendan Rodgers, Steve Mc- Claren. Noi non possiamo perdere mai, non possiamo essere al di sotto delle aspettative».