© AP L'egittologo punge Messi: «Un idiota». Poi le scuse
IL CAIRO - Prima l'autogol, poi la marcia indietro. Così il più famoso archeologo egiziano si è scusato con Leo Messi dopo averlo descritto come "un idiota", perchè il fuoriclasse argentino si sarebbe mostrato, a suo dire, poco interessato alle sue spiegazioni durante una visita che 'la pulce' ha fatto il mese scorso alle piramidi di Giza. Intervenuto ad un programma televisivo egiziano, Zahi Hawass, conosciuto per il suo cappello in stile Indiana Jones e per una serie di apparizioni tv in cui spiega la bellezza dei monumenti antichi egizi, ha definito il fuoriclasse del Barcellona "un idiota. Gli stavo spiegando dell'antichità ma non c'era alcuna reazione sul suo volto - ha ricostruito l'egittologo - Io parlavo ma era come se lo stessi facendo a una pietra, insomma un vero idiota". Parole forti e pesanti da cui però il diretto interessato ha preso le distanze qualche ora dopo facendo sapere, in una dichiarazione, che il suo disappunto era stato mal tradotto da un cattivo interprete. Mi scuso con Messi e i suoi tifosi per l'equivoco", ha aggiunto.
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PROBLEMA DI COMUNICAZIONE - Nella dichiarazione Hawass ha sostenuto che c'è stato un problema di comunicazione con il calciatore che parlava solo spagnolo, riferisce il sito Egypt Independent: il traduttore non ha saputo trasmettere a Messi il giusto entusiasmo e nell'intervista a un quotidiano spagnolo l'archeologo ha espresso la propria rabbia nei confronti dell'interprete e non di Messi, definito "genio" calcistico. La sua visita al Cairo è stata più importante di quelle di presidenti e rappresentanti di altri Paesi, ha sostenuto l'egittologo. Eppure il "faraone" delle antichità egizie, noto per i toni accesi con cui discute anche in pubblico, non più di due giorni fa parlando con "El Mundo" era andato giù pesante, dicendo di non aver colto alcuna reazione sul volto di Messi, nemmeno "quando gli ho parlato delle porte segrete, dei sovrani che ordinarono di costruire le piramidi o del regno di Tutankamon. E' stato molto educato però forse gli interessa solo il calcio", aveva sostenuto ancora l'ex-Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie. Messi aveva visitato il Cairo il 21 febbraio scorso quale testimonial di una campagna per promuovere trattamenti anti-epatite C a costi contenuti.